“Se non sei in rete non esisti”: l’importanza di un sito web per la tua attività

Immaginiamo una situazione-tipo: ci ritroviamo per strada, con l’urgenza di reperire alcune informazioni, cercando un’officina in zona che possa aiutarci con l’automobile in panne o, magari, un negozio specializzato per acquistare un prodotto particolare. La nascita di internet ha sicuramente rivoluzionato la nostra vita, sotto questo aspetto, ma ha potuto farlo al massimo della sua potenza solo da quando gli smartphone sono entrati nel nostro quotidiano, consentendoci di restare connessi alla rete h24 e 7 giorni su 7. In questo modo, un accesso ad un motore di ricerca è tutto ciò di cui abbiamo bisogno; ed è sulla base di questo concetto che si può capire quanto sia importante possedere un‘identità aziendale online. Ma non solo.

“Va’ dove ti porta il web”

Il web non è un semplice elenco telefonico dove trovare notizie impersonali su aziende e privati, anzi: ogni sito internet, ogni pagina social, ogni profilo aziendale consente al pubblico di interagire con i servizi offerti, di farsi un’idea, attraverso i feedback rilasciati dagli altri utenti, di indirizzarsi in maniera assolutamente libera e personalizzata seguendo il proprio istinto, analizzando le proprie esigenze ed il proprio “feeling” con la proposta aziendale.

Va da sé che, quindi, investire sulla propria attività significa, necessariamente, prevedere lo step della sponsorizzazione online, attraverso la creazione di un sito internet e strategie di web marketing; ma non è, ovviamente, abbastanza.

Web marketing e addetti ai lavori

La prima regola della lead generation è, quindi, tutta contenuta in una sola parola: esserci.

La presenza online è fondamentale per poter intercettare un potenziale pacchetto clienti da incanalare verso l’acquisto o, addirittura, la fidelizzazione, con un lavoro in background che parta proprio dall’esistenza di un sito web collegato alle principali piattaforme social e ad un blog.

Tutto questo, combinato con delle strategie e delle campagne di marketing, può aiutare a scalare la SERP (la pagina dei risultati offerta dai motori di ricerca), posizionandosi in modo da essere facilmente raggiungibili dai “click” degli utenti e, quindi, garantendosi almeno l’interfacciamento con essi.

Molte realtà aziendali, inoltre, affiancate da professionisti del settore, scelgono anche di affidarsi ai concetti del neuromarketing, per anticipare e prevedere le scelte dell’utenza attraverso disposizioni cromatiche, catalogazione, proposta visuale, studiando i principi di base della psicologia e dei processi decisionali che orientano, poi, verso quello che viene definito “l’imbuto di conversione” (in inglese conversion funnel); anche il viral marketing rientra in questo frangente, proponendo un approccio decisamente più “aggressivo” eppure più indiretto e coinvolgente, che spesso fonda tutta la sua campagna su messaggi criptici, voglia di sorprendere e trovate geniali che coinvolgono il pubblico lavorando sulla sempiterna leva creata dal senso del mistero.

D’altro canto, non è un caso che, negli ultimi anni, si stia assistendo ad un’inversione di preferenza da parte delle grandi aziende: è notizia recente (2016) che, per moltissimi mercati mondiali, l’investimento digitale ha superato quello televisivo o, comunque, nei media tradizionali, con un andamento in crescendo che sta coinvolgendo sempre più Paesi, anche a livello europeo. Un dato che, naturalmente, discende dall’analisi della società, che spende sempre più tempo sulle piattaforme online, prediligendole anche a Tv, radio e giornali, avendo a disposizione degli strumenti di ultima generazione che lo consentono con grande facilità e velocità. L'”immediatezza” è, in effetti, la parola chiave intorno alla quale si stanno costruendo i nuovi gioiellini proposti dal progresso tech, come è anche uno dei parametri intorno al quale Google “premia” i siti internet: un portale veloce offre all’utenza un’esperienza sicuramente più piacevole e sarà, quindi, più facilmente scelto a confronto con competitor più lenti.

La presenza sui social, quindi, appare semplicemente come una naturale conseguenza: che vi si approcci con lo storytelling o in forma più neutra ed informativa, sono tantissimi, oggi, i cibernauti che amano dare il proprio “follow” alle aziende preferite, diventandone, di fatto, promotori spontanei condividendo, commentando e taggando i post che si susseguono in bacheca.

maggio 26, 2018

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